Il mio percorso come facilitatrice di mindfulness
Nel mio cammino di facilitatrice di mindfulness sto imparando ogni giorno a disinserire il pilota automatico, ad abitare davvero il momento presente e a stimolare quella che in mindfulness chiamano “mente del principiante”: quello sguardo fresco e curioso che sa cogliere la bellezza anche nelle piccole cose.
Per farlo, ho introdotto nella mia quotidianità alcuni “disabituatori”: piccoli gesti che spezzano la routine e aprono nuove prospettive.
Qualche esempio:
Al mattino faccio colazione sedendomi ogni giorno in un posto diverso, cambiando la visuale da cui osservo la stanza.
Quando vado al lavoro, parcheggio in luoghi differenti per percorrere strade nuove e scoprire dettagli che prima non notavo: un giardino nascosto, un negozietto accogliente, un albero meraviglioso.
Ho provato ad andare in palestra a orari insoliti, cambiando l’abitudine di pranzare sempre alla stessa ora.
Persino il mio “rito della buonanotte” è diventato un piccolo laboratorio di consapevolezza: a volte do da mangiare prima alla gatta, altre al pesce rosso, oppure inverto l’ordine della doccia e del momento in cui lavo i denti.
Ogni variazione è un invito a essere presente, a non dare nulla per scontato.
Spezzare la routine mi ha permesso di creare nuovi circuiti mentali, di accorgermi di quanto la vita scorra spesso in automatico e di quanto sia prezioso, invece, tornare a guidare consapevolmente.
La mindfulness non è fare qualcosa di straordinario, ma accorgersi di ciò che già c’è, con curiosità e presenza.
