REIKI

Mi sono chiesta cosa significhi davvero essere reikisti.

Nel massaggio e nei trattamenti corporei la responsabilità è evidente: richiede studio continuo, formazione, conoscenza dell’anatomia, della fisiologia e dell’ascolto del corpo. Il nostro sistema è complesso e merita attenzione e competenza.

Con il Reiki, invece, può sembrare diverso: appoggi le mani, diventi un canale e lasci scorrere l’energia. Viene quasi da pensare che, dopo un corso, basti appendere un attestato in studio perché il percorso sia completo.

Ma è davvero così?

Io credo che la responsabilità del praticante sia ancora più grande. Se ci mettiamo a disposizione come canali, è fondamentale che quel canale sia il più possibile limpido, presente e consapevole. E questo tipo di “studio” non passa solo dai libri, ma da un lavoro profondo su noi stessi.

La crescita diventa interiore: significa osservare i propri pensieri e le proprie emozioni, portando i principi di questa disciplina nella vita quotidiana, nelle relazioni e nelle scelte di ogni giorno.

Non siamo perfetti. Siamo anime in cammino.

E forse il Reiki non è qualcosa che “facciamo”, ma una luce che ci accompagna e ci guida lungo il nostro percorso.

Avanti
Avanti

Il mio percorso come facilitatrice di mindfulness